Un frammento di storia informatica

In questo personale percorso informatico, voglio rendere pubblico e partecipi, gli appassionati di informatica di nuova generazione, sull’avvento dei Personal Computer in Italia. Con questo racconto, credo e spero, di rappresentare i primi timidi approcci al mondo informatico, di molte persone che come me, nella seconda metà degli anni ’70, iniziarono ad interessarsi di questa nuova materia “l’informatica”. Naturalmente mi riferisco al mondo dei Personal Computer, nelle grandi società iniziò qualche anno prima, con i primi calcolatori o mainframe con costi proibitivi.
Nel lontano 1979 ero un ragazzo di 16 anni, che lavorava come magazziniere presso una farmacia di Milano. Essendo residente in provincia di Varese, avevo più di due ore di viaggio per andare e tornare dal lavoro, che occupavo leggendo riviste e libri. Una sera, durante il viaggio di ritorno – nella stazione ferroviaria di Milano Cadorna -, notai, esposte presso l’edicola, varie riviste di informatica – 4 o 5 testate rigorosamente in lingua inglese -, che trattavano di computer’s, essendo il mio inglese scolastico ancora fresco e incuriosito da queste nuove macchine tecnologiche, acquistai una rivista per curiosità, non ricordo se la rivista in questione fosse Byte.
Comunque, questo fu l’inizio della mia avventura nel mondo informatico, dopo l’acquisto di tre o quattro riviste, mi incuriosì la pubblicità di un computer siglato PET prodotto dalla società CBM o Commodore. Il costo era stato ribassato e di conseguenza accessibile – relativamente basso -, al cambio di allora (dollaro-lira), parliamo sempre di quasi 3 milioni di lire, per fare un paragone e rendere l’idea, una nuova auto FIAT 132 costava poco più di sei milioni di lire. Per un ragazzo che inizio’ a lavorare nel 1977, era una somma di una certa importanza, lo acquistai per corrispondenza, direttamente in America.
PET2001Sono riuscito a recuperare da internet, una vecchia foto, era una macchina a 8 bit con sistema oprativo proprietario su ROM, in pratica il concetto attuale di sistema operativo indipendente dall’hardware, per i computer personali, non era ancora decollato.
In un primo momento ero deluso, potevo fare ben poco, avevo dato per scontato che ci fosse del software in dotazione. A questo punto, senza scoraggiarmi, nei giorni successivi, durante il viaggio in treno per recarmi al lavoro, mi portavo il manuale d’uso del Commodore, per studiare i comandi del sistema operativo e le prime rudimentali istruzioni del linguaggio integrato CommodoreBASIC.
Ben presto mi resi conto, che se volevo utilizzare il calcolatore, dovevo scrivere del software utilizzando il BASIC integrato.
Prima della fine dell’anno 1979, scrissi il mio primo programma in BASIC, si trattava di un programma di carico e scarico per prodotti farmaceutici, presso la farmacia in cui lavoravo.
Vi lascio immaginare un programma, che veniva salvato su nastro magnetico. Naturalmente sia il software che i dati veniano caricati in RAM, per poter essere utilizzati, l’hard disk non esisteva.
L’accesso ai dati era di tipo sequenziale, ma grazie alla caratteristica di avere tutte le informazioni disponibili in RAM – la memoria volatile -, il tempo di risposta era eccellente.
Commodore_SX-64Nel 1982 o 1983 non ricordo, acquistai il Commodore SX-64 Executive (foto a sinistra), molto più compatto – in pratica un trasportabile -, con due unità floppy disk da 5,25” pollici. L’SX-64 lo utilizzavo a casa per fare esperimenti, mentre sul lavoro utilizzavo il PET per la gestione magazzino e pianificazione dei piani di stampa, – dimenticavo, dal 1981 lavoravo per un’azienda nel settore grafico, una fotolitografia -.
Nel 1985 acquistai – per la modica cifra di 5 milioni di lire – il primo personal computer portatile, con case in alluminio, schermo LCD a 16 tonalità di grigi senza retroilluminazione, dotato di due floppy disk da 3,5” pollici – di hard disk non se ne parlava -.
Non vi dico le difficoltà che ho trovato in Italia, per procurarmi i floppy da 3,5” pollici, la prima confezione l’ho acquistata in Francia per corrispondenza, quei dieci floppy mi sono durati due anni.
Anche per guardare il display, in situazione di luce naturale, dovevo prendere delle posizioni a dir poco ambigue.
Kaypro_IICon l’acquisto di Kaypro 2000 (nella foto a sinistra Kaypro II, scusate; non ho trovato la foto del Kaypro 2000), iniziò un’approccio di tipo professionale, il sistema operativo in dotazione il CP/M, veniva utilizzato per primi personal computer da ufficio, di conseguenza potevo utilizzare i primi software professionali, WordStar come wordprocessor, Lotus 123 come foglio elettronico e il mitico dBase II di Ashton. Con il dBase II riscrissi l’applicativo per la gestione magazzino. In Kaypro 2000 era presente una versione del basic compilato denominata S-Basic, che generava degli eseguibili .com.
Nel 1987, anche per motivi di lavoro, acquistai il primo computer grafico. Pochi lo ricordano, ha preceduto l’ambiente grafico di Apple e Microsoft, ebbene si, stò per nominare il mitico Amiga 2000.
270px-A2000cpuHa dato spunto a molteplici innovazioni, sia hardware che software, il sistema operativo AmigaOS, non era altro che UNIX dotato di interfaccia grafica. Precursore di Linux. Con soli 1Mb di ram, processore Motorola 68000, un floppy da 3,5” e un’hard disk esterno con interfaccia SCSI, poteva fare miracoli.
Il punto di forza era il settore del DTP ed in particolare DTV, il primo come impaginatore grafico per la stampa offset, il secondo nel settore del montaggio video. Venne utilizzato, presso la Televisione della Svizzera Italiana TSI.
Ricordo che quando i primi Machintosh, utilizzati nell’ambiente editoriale, realizzavano su pellicola i testi in metrico – separati dalle immagini -, con Amiga ero in grado di realizzare con la fotounità, pellicole già assemblate con immagini e grafica.
Purtroppo per la Commodore nel 1993 finì l’avventura.
Nel 1989, iniziò il mio percorso informatico a livello di professione, come responsabile dell’ufficio grafico e EDP di un’azienda commerciale di Varese nel settore ottico. I server – rigorosamente UNIX – inizialmente erano due calcolatori NCR e successivamente due Risc6000 IBM con sistema operativo AIX.
I client avevano Windows 3.11 workgroup, collegati in rete ai server UNIX, con software che emulava il terminale UNIX, per l’utilizzo del gestionale scritto in COBOL, e fileserver su AIX utilizzando Samba.
Ho lavorato esclusivamente, con macchine Windows fino al 2008, quando mi sono trovato nella condizione di passare da Windows XP a Vista o Windows 7, mi sono buttato su Linux, riprendendo le vecchie esperienze con l’ambiente UNIX.
Se l’avessi fatto prima; temevo in un cambiamento traumatico, ma dopo una settimana ho ripreso confidenza con i vecchi comandi UNIX, ed oggi è tutto in discesa.
Linux, ha fatto progressi enormi dalle prime distribuzioni, acquistate nel lontano 1996 per curiosità personale e per poter fare un confronto con Windows di quel periodo. Non pretendo che tutti passino a Linux, sarebbe un’utopia, ma spero vivamente che l’attuale percentuale di diffusione, possa raggiungere almeno un 30 per cento del mercato, se lo merita.

15 aprile 2013

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