Scrot, screenshot da riga di comando

scrot

Scrot è un software da riga di comando per realizzare screenshot – cattura di schermate video -. Realizzato da Tom Gilbert nell’ottobre 2000, scritto in linguaggio C per sistemi operativi Unix-like con licenza BSD.
E’ un software non recentissimo, ma particolarmente funzionale, disponibile nelle distribuzioni Debian e Ubuntu nell’ultima versione stabile 0.8 del giugno 2003.
Se non fosse disponibile, per installarlo digitare:

sudo apt-get install scrot

Scrot consente un notevole grado di flessibilità, grazie alla possibilità di specificare parametri da riga di comando, inclusa la facoltà di invocare utility di terze parti, per personalizzare e manipolare il risultato ottenuto.
Permette di catturare l’intero schermo, una parte di esso selezionado con il mouse la zona di proprio interesse, una particolare finestra attiva, catturare la schermata impostando un ritardo di alcuni secondi, creare miniature degli screenshot, impostare il percorso ed il nome del file salvato e molto altro.
Per ulteriori chiarimenti, richiamare il manuale con il comando:

man scrot

Ecco un’elenco delle varie opzioni:

  • -h help, un breve riepilogo dei comandi
  • -v il numero di versione del programma scrot che si st&agrave utilizzando
  • -b include il bordo della finestra catturata
  • -c attiva il conto alla rovescia, prima della cattura di una schermata – da utilizzare in combinazione con il comando -d –
  • -d ritardo in secondi, in abbinamento a -c
  • -e esegue un comando dopo lo screenshot
  • -q qualit&agrave della cattura, di default viene impostato al 75%
  • -m cattura da pi&ugrave display e li salva in un unico file
  • -s cattura la zona o la finestra selezionata
  • -t genera la miniatura – thumbnail -, impostando la percentuale di riduzione

Personalmente lo trovo molto pratico, anche utilizzato in abbinamento con OpenSSH per catturare desktop remoti.

fonte: DesdeLinux ccpi

Un comodo lanciatore per Lubit

kupferPer chi vuole utilizzare un avviatore/lanciatore per la nuova distro Lubit, voglio consigliare Kupfer versione v208.
Un comodo e leggero lanciatore scritto in Python simile a Quicksilver o GNOME Do, oltre a trovare e lanciare i programmi installati in Lubit è possibile ricercare e avviare file di qualunque natura, immagini, musica, video ecc…
L’utilizzo della memoria è esigua, una volta installato si richiama velocemente con la combinazione di tasti Ctrl + Spazio. Nel completo menu di personalizzazione di Kupfer, possiamo impostare l’avvio automatico all’avvio di Lubit.
Già presente nei repository, si installa da terminale con:

sudo apt-get install kupfer

dopo l’installazione per avviarlo digitiamo

kupfer

Se non vogliamo ripetere l’ultimo comando da terminale per avviare Kupfer, apriamo il menu di personalizzazione del programma in preferenze, cartella Generale e spuntiamo “Avvia automaticamente all’accesso”.
Al successivo riavvio di Lubit, sarà sufficiente premere la combinazione Ctrl + Spazio, per richiamare il lanciatore Kupfer.
Per chi preferisce utilizzare il mouse per richiamare il programma, è visibile un’icona di Kupfer nell’area di notifica. Inutile dire che la procedura indicata vale per tutte le derivate da Ubuntu.

di Angelo Oggioni, 25 giugno 2013CClicenza

Monaco: migrazione all’open source terminata.

La città di Monaco di Baviera ha portato a termine con successo il progetto desktop sostenibile, questa è stata la dichiarazione di Peter Hofmann, responsabile del progetto. Ora il reparto IT è concentrato sulla strategia, per garantire la sostenibilità di interazione con i cittadini, le imprese e le altre autorità pubbliche.
La città di Monaco, sta ora utilizzando il sistema Limux, una distribuzione realizzata ad-hoc, derivata da Ubuntu con applicazioni open source, 14.000 desktop su 15.000 sono già operativi.
Hofmann ha confermato il passaggio a LibreOffice da OpenOffice, quest’ultimo utilizzato dal 2006.
Il progetto è dal 2005 che investe risorse per il cambiamento. Nell’ultimo decennio, la città ha migrato gradualmente tutte le sue applicazioni di business per le soluzioni web-based e Java, per dare la possibilità di essere eseguite con qualsiasi sistema operativo adottato.
Hofmann, intervenedo al convegno Tag Linux a Berlino il 22 maggio, ha sostenuto che il risparmio non è mai stato l’obiettivo primario, ma il passaggio all’open source ha comportato un risparmio alla città di ben 10.000.000 di euro, sino a questo momento.

scritto da Angelo Oggioni
Fonte: Joinup, 31 maggio 2013CClicenza