Canonical collabora con la Cina

Canonical collabora con la Cina e presenta Ubuntu Kylin.

ubuntu-kylinIn seguito ad un piano quinquennale approvato dal governo Cinese, atto a promuovere l’utilizzo del software opensource in ambito nazionale, ieri 21 Marzo 2013 Canonical ha annunciato una prolifica ed entusiasmante collaborazione con CSIP, letteralmente il “China Software ad Integrated Chip Promotions Centre”: l’obiettivo di questa collaborazione è quello di offrire all’utenza un sistema operativo standard, flessibile, aperto e di largo utilizzo.
Ma gli obiettivi raggiunti dall’azienda formata da Mark Shuttleworth – e ad oggi capeggiata da Jane Silber – non finiscono qui: Canonical, CSIP e la NUTD (National University of Defence Tecnology) hanno fondato, a Pechino, il “CCN Open Source Innovation Joint Lab”, che ospiterà ingegneri di diverse associazione che avranno la volontà di contribuire allo sviluppo di un flavor di Ubuntu basato su quelle che sono le necessità della Cina, orientato sia ai sistemi desktop che agli ambienti cloud.
Noto anche il nome in codice di questo flavor: si chiamerà Ubuntu Kylin, ed avrà al suo interno il pieno supporto ai sistemi di input cinesi, un indicatore metereologico dedicato, la possibilità di cercare musica Cinese direttamente dalla Dash, e qualsiasi altra cosa si adatti a quelle che sono le necessità specifiche degli utenti del continente asiatico.
Mark Shuttleworth, fondatore di Canonical, ha dichiarato in proposito che

«Con Ubuntu Kylin, la Cina ora ha il suo sistema desktop stabile e sicuro, prodotto accanto alla community globale di Ubuntu. Ubuntu combina una tecnologia consolidata con un ecosistema maturo e influenti partners OEM e ISV, e questa iniziativa del Joint Lab permette alla Cina di usufriure di tali progressi su tutte le piattaforme: desktop, server, cloud, tablet e telefono.»

Jane Silber, in un’ottica un attimino più commerciale, ha dichiarato a proposito di Ubuntu Kylin che

«Questa collaborazione coinvolgerà investimenti e partecipazioni locali così da assicurare alla piattaforma una certa importanza nel mercato Cinese, e la stretta coordinazione con i progetti globali di Ubuntu assicura che tale software sia familiare ai rivenditori hardware e software, e utile per contribuire all’esportazione dei prodotti costruiti dalle aziende Cinesi.»

In bocca al lupo a Canonical, a Jane, a Mark, agli ingegneri dello Joint e a tutta la comunità di Ubuntu per questo nuovo progetto!

di Jessica Lambiase, 22 marzo 2013

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